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«Mi concedo di essere stanca». Per Zaynab Dosso arrivare a questa consapevolezza ha richiesto tempo, soprattutto dopo aver trasformato il sogno olimpico in una richiesta continua verso sé stessa: allenarsi di più, controllare tutto, non fermarsi mai.
Una delle donne più veloci d’Italia ripercorre gli inizi nell’atletica, la scelta di trasferirsi a Roma e il momento in cui ha capito di voler competere con le migliori al mondo. Ma dietro quei pochi secondi che vediamo in pista ci sono anni di lavoro, infortuni, pressione e un rapporto con il proprio corpo che è cambiato insieme a lei.
Zaynab parla dell’infanzia in Costa d’Avorio e della forza ricevuta dalla nonna, della paura di farsi male, della necessità di imparare a gestire le aspettative e di un’Olimpiade preparata chiedendo troppo al proprio fisico, fino a capire che non tutto può essere controllato.
C’è spazio anche per il tema del razzismo e per un episodio vissuto insieme alla sorella, per le difficoltà strutturali dell’atletica italiana e per una parte di Zaynab lontana dalla pista: i suoi gatti, il bricolage, la passione per i capelli e quei due chili di gelato che, a quanto pare, fanno parte del post gara.
La parola con cui descrive il suo percorso è “leggerezza”. Non significa prendere le cose meno seriamente, ma aver imparato che per correre forte non serve chiedersi sempre qualcosa in più.
In questa puntata:
00:00 Il rapporto con il corpo 01:49 Gli inizi nell’atletica 02:33 La svolta del 2022 04:06 Dietro quei 10 secondi 06:00 Infanzia e famiglia 07:28 La forza della nonna 09:03 Gestire la pressione 11:14 La paura degli infortuni 12:06 Il problema degli impianti 14:09 Verso le Olimpiadi 16:36 Medaglie e ricordi 18:14 Zaynab fuori dalla pista 20:24 Il razzismo 21:59 Corpo e alimentazione 27:11 La sua palestra
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