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Attenzione a scambiare il bene col male, perché molte volte pur di aver ragione possiamo sragionare. È quello che succede nel brano del Vangelo che abbiamo ascoltato, dove Gesù viene chiamato sostanzialmente Belzebù, principe dei demoni, semplicemente perché sta operando dei segni che danno fastidio. Se penso quante volte a motivo del fastidio che normalmente deriva da invidie, gelosie, possiamo dire o fare delle cose che sono non soltanto dal punto di vista spirituale ma anche dal punto di vista umano fuori di testa! Oggi credo che il Signore ci parli, perché l'esito di questa strada è la confusione totale. Non si riesce più a vedere nulla di positivo se non di negativo. Mi verrebbe da dire, dovremmo riconoscerlo almeno perché c'è una condanna interna al male. Ma la logica di Gesù, questa ci interessa. Se ci contrapponiamo al Suo Spirito, a quello che nello Spirito sta operando, vuol dire che non riusciamo non soltanto a cogliere il bene, ma a vivere la comunione. La comunione è una sintonia con il cuore di Dio, e questa accade anche umanamente. Se non siamo disposti c'è una dispersione che non è semplicemente fuori di noi, intorno a noi, ma è una dispersione dentro. Chi non raccoglie con me disperde, chi con me vive in comunione, l'esito è quello. Ma guardate che è un esito, è una condanna che ci si auto-infligge. Può essere un evento sporadico o può essere a catena, l'una dietro l'altra, come le bugie, uno ne interviene una, poi ne dice tante. Allora, come poter uscire da questa situazione? Il Signore ci invita a lasciarci abitare dallo Spirito, che lo Spirito che Lui ci dona rimanga in noi. La sintonia con l'amore con cui vive e tutto dovrebbe spingerci a fare scelte d’amore, tutto. Ogni giorno è un dono in questa direzione. Per questo quell'ultima parabola che dice riguardo a questa presenza del male uscita da quest'uomo che vaga, ma poi ritorna, come certi nostri atteggiamenti e pensieri. Se l'abbiamo fatti, prima o poi ritornano e quando ritornano che cosa facciamo? Dice il Vangelo che trova la casa spazzata e adorna, ma non dice abitata. Credo che la soluzione stia proprio in questo. Per non finire in una condizione peggiore, dobbiamo sapere che il vuoto non esiste. Se non ci lasciamo abitare dallo Spirito del Signore, un altro Spirito abiterà in noi e gli esiti saranno devastanti in quella direzione Se invece davanti a momenti di vuoto nella nostra vita, chiediamo al Signore che venga, glielo chiediamo non soltanto con le intenzioni, ma con le azioni, scelte di comunione e d’amore, secondo il suo Spirito, lì la nostra storia diventa la sua storia. Per come lui è stato il maledetto che pendeva dal legno, come ci richiamava la prima lettura, adesso è il Benedetto che viene a benedirci nella nostra vita.