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Credo sia molto consolante, ieri abbiamo cominciato questo capitolo undici di Luca con la richiesta di insegnare a pregare e che Gesù, subito dopo aver detto la preghiera del Padre nostro, racconti questa parabola su una strana preghiera, una preghiera che nasce dall'amicizia, ma che supera l'amicizia, diventa insistente, gli viene anche risposto non mi importunare. Ma io sono sicuro che se prendiamo sul serio anche la nostra preghiera, non ci sarà da parte di Dio una risposta non mi importunare, anzi, anzi. Il nostro pregare non importuna a Dio, ma se lo interpella credo che qualcosa cambi, non in Dio, in noi, perché da parte di Dio la benevolenza su di noi c'è già, non è che deve arrivare. Quindi questa preghiera da ritrovare in questa parabola dove ci vuol portare? Non perché sei amico, non perché sei bravo, non perché hai qualche merito, ma perché hai veramente bisogno e sai che nel rapporto con Lui le cose cambiano, Lui ha quei pani di cui tu hai bisogno e quindi c'è questa conseguenza, chiedete! Ogni tanto qualcuno si confessa perché chiede troppo, no, questo non può essere un motivo di confessione, “ma io chiedo sempre”, fai bene, lo dice Lui chiedi. Chiedi, ma chiedi a partire dalla fede, dalla fiducia che ciò che ti dà ha a che fare proprio con una richiesta profonda che nasce dalla relazione con Lui. Anche perché se non chiedi anche se ti dà non accogli, non lo ricevi e se non c'è questa attesa, questa ricerca, questo desiderio, anche se la porta è aperta tu non vai, le porte qui sono aperte, si vede. Credo che il segno di questa fede, cioè di una fede che risponde, che ricerca, chiede, bussa, sia proprio la strada che il Signore vuole farci conoscere perché non manchiamo di fede, cioè ci sta già dicendo guarda che l'esito è questo. Come se uno mi dicesse facciamo una partita vincerai tu due a uno ti vadi a giocare? mi dici già il risultato? è un po' come quando il nonno gioca a carte con il bambino e lo fa vincere, ma in che senso Dio ci vuol far vincere? Cosa ci fa vincere? Forse proprio la nostra poca speranza. Se ci siamo attenti in certi momenti abbiamo poca speranza perché anche se le cose sono favorevoli, non è detto che vadano bene perché sono favorevoli, e se sono sfavorevoli non è che andranno male perché sono sfavorevoli, che cosa stai coltivando nel cuore? Beh credo che la relazione che noi chiamiamo preghiera abbia questo di certo, l'amore con cui siamo amati, quindi percorriamo questa strada. La forza che ci verrà dipende proprio dal fatto che se anche noi qualche cosa di buono per gli altri siamo pronti a darlo, quanto più il Padre vostro del Cielo darà Spirito Santo a quelli che glielo chiedono, l'amore con cui ama nel nostro cuore: è Spirito Santo. Oggi lo chiediamo non soltanto per superare i nostri tentennamenti nella fede, ma per sentire che quando l'amore con cui Dio ama ci attraversa e si dona anche agli altri ci cambia la vita.