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Santi: dalla tribolazione alla vittoria

Santi: dalla tribolazione alla vittoria

24-9-26 giovedì 25o. Mentre tutto passa lo Spirito del Dio vivente è presenza che continua a parlare.

Santi: dalla tribolazione alla vittoria · 24 set 2026 · 5:42

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Bello iniziare così il libro del Qoelet e vederne subito un'applicazione con il brano del Vangelo. Vanità delle vanità, tutto è vanità. Il termine vanità indica il soffio, questo vapore che esce dalla bocca, che è fragile, debole e finisce subito. È un respiro, ma questo respiro, questa fragilità da cui viene il nome Abele, se lo guardate bene è proprio quello che viene soppresso dal fratello Caino. Questa fragilità è quella che ci ricorda come l'uomo anziché custodire la fragilità del fratello ne può diventare l'assassino. E quello che sta succedendo nel brano del Vangelo lo potremmo anche riferire a queste altre parole che abbiamo ascoltato dal Qoelet. Quel che è stato sarà e quel che si è fatto si rifarà. Quello che Caino ha fatto con Abele, Erode l'ha fatto con Giovanni Battista. Ma come in Caino non si è fermato poi questo senso di colpa, anche in Erode non si ferma. E in tutti quelli che anziché porgersi verso i fratelli con amore hanno un atteggiamento di prepotenza, violenza, sopraffazione, ci sarà un'inquietudine che accompagnerà i giorni della vita. Quello che si è fatto si rifarà.
Quindi non c'è niente di nuovo sotto il cielo. Ma a quello che sta succedendo nel cuore di Erode, questo senso di colpa che fa Erode curioso, vuol vedere, c'è un'altra cosa che noi potremmo invece porre come elemento che ci aiuti a superare il vedere stesso che è proprio il mettersi in ascolto. Ma l'ascolto di chi? Perché si dicevano tante cose, ci vengono anche riportate: è Giovanni che io ho fatto decapitare, dice lui. No, non è quello. Chi è? La gente dice che è Giovanni, altri dicono che è Elia, uno dei profeti che è risorto. Ma queste cose non erano già successe, queste sono delle novità. Cioè si riscopre il leggere la realtà, le cose che capitano alla luce di qualcosa che hai già visto ma in modo nuovo. Bene, chi è Gesù? Che non è comprensibile semplicemente come il ritrovare in lui alcune cose del passato che però non ci sono più. Lui è colui che nello spirito del Dio vivente, che in vari modi ha parlato profeticamente, lui è il figlio che porta a compimento ciò che era stato annunciato prima.
Potreste leggere i primi capitoli della lettera agli Ebrei, in particolare il primo capitolo che parla proprio di questo. In molti modi, in diverse forme nei tempi antichi Dio aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, in questi giorni ultimamente ha parlato a noi per mezzo del figlio che ha costituito capo di tutte le cose, per mezzo del quale ha fatto tutto. E poi parla di questo figlio. Questo lo dico perché ciascuno di noi in questo figlio oggi può trovare qualcosa di proprio, riconoscere qualcosa che è per te e non soltanto per te, che è proprio quello spirito del Dio vivente capace di renderci figli amati, e non confusi, come è stato per Erode e per tanti altri. Allora l'invito che oggi possiamo ritrovare è come nelle parole che Dio continua a dirci, addirittura nelle parole del Qoelet che sembra un libro molto pessimista, possiamo vedere che cosa c'è in questo mondo che passa ma anche che cosa rimane. Perché lo spirito del Dio vivente ancora oggi è presente e parla.

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