Ricordo di William Quijano, giovane salvadoregno della Comunità di Sant'Egidio ucciso il 28 settembre 2009 dalla violenza delle bande armate.
In questa meditazione, Don Marco Gnavi evidenzia come le parole evangeliche non invitino all'incoscienza, ma indichino ciò che conta veramente, rivelando la sovrabbondanza dell'amore di Dio a chi spende la propria vita per gli altri. In un Paese segnato dalle ferite della guerra civile e dalla logica spietata delle maras, William scelse di non cedere alla paura o alla rassegnazione: forte dell'incontro con la Comunità a soli sedici anni, scommise sulla forza disarmata della parola, della simpatia e dell'incontro per riscattare i più giovani nel difficile quartiere di Apopa. Attraverso lo sport e l'esperienza delle Scuole della Pace, vissute come veri e propri santuari posti ad argine della violenza e della povertà, coltivò il sogno di strappare i bambini alla criminalità e restituire loro dignità e speranza. Ricordando il suo martirio, avvenuto sotto gli occhi della madre per aver contrastato con mitezza il dominio del terrore, la riflessione accosta la sua testimonianza a quella di Floribert Bwana Chui, riaffermando che la vita dei piccoli è preziosa agli occhi di Dio e che solo quando tornerà a esserlo anche per gli uomini sorgerà l'alba di un mondo pacificato e rinnovato.
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