Nella meditazione sul Vangelo di Marco, la parabola dei vignaioli omicidi diventa una profonda riflessione sulla dinamica della sequela, della memoria e della carità. Ricordando la predilezione di papa Francesco per questo testo evangelico e richiamando la propria formazione salesiana, monsignor Giordano Piccinotti sottolinea come la fede non si riduca a formule nozionistiche o pratiche esteriori, ma sia un’esperienza viva e personale che conduce a riconoscere Gesù e a farsi suoi testimoni liberi e convinti. L'immagine della cura paziente per la vigna esprime la premura paterna con cui Dio custodisce la vita dell'uomo, chiedendogli unicamente di farsi tramite e custode della sua carità. Il dramma dei contadini affittuari scaturisce invece dalla dimenticanza e dall'illusione di farsi proprietari: in una società che cancella le radici spirituali per vivere solo l'effimero, la memoria si rivela come la vera àncora di salvezza e identità, capace di ricordare all'uomo la sua condizione di figlio amato e semplice amministratore passeggero. Il paradosso evangelico del figlio ucciso e gettato fuori dalla vigna, divenuto poi pietra d'angolo, ribalta le logiche umane e mostra come Dio scelga ciò che il mondo scarta. La meditazione si conclude con un vibrante appello alla conversione del cuore, affinché la comunità sappia ritornare sui propri passi, rinnovarsi nella carità e custodire accesa la luce del bene per portare frutti autentici di vita.Guarda il video completo della preghiera su YouTube:
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