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Insomma lo confesso, tutte le volte che provo a guardare giocare di ruolo qualcuno, senza poter partecipare, mi devo mettere le mani in tasca per calmare il prurito. Vedere e non poter toccare, o meglio tirare i dadi, non partecipare alla vicenda, non poterci mettere dentro, mischiandolo a quello degli altri giocatori, un po’ della mia voglia di raccontare quella trama, di darle un pizzico del mio stile, del mio ritmo, è sofferenza. Questo se la storia che viene raccontata m’intriga, m’interessa, mostra le sue potenzialità nelle mani di un master in gamba e di giocatori affiatati che non si perdano troppo in chiacchiere e convenevoli. Se invece incappo in un gruppo di perditempo da locanda, di giocatori che gigioneggiano ma concludono poco, che spendono ore a interagire tra loro e con i PNG in interminabili quanto soporiferi scambi sociali, mi annoio e basta. In generale, guardare giocare non mi piace e difficilmente riesce a insegnarmi qualcosa, a parte cosa non fare. A molti però sembra piacere, e allora il fenomeno non può semplicemente essere ignorato sulla base del mio gusto personale. Ve ne parlo nella puntata di questa settimana. Se vi va, ascoltatela e ditemi cosa ne pensate, senza filtri. Ci vediamo al Play, per chi ci sarà!