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Il dossier ricostruisce la spiegazione scientifica dei cerchi delle streghe, dalla prima ipotesi di Wollaston nel 1807 alla classificazione di Shantz e Piemeisel del 1917, fino ai modelli recenti basati su auto-inibizione da DNA extracellulare e idrofobicità del suolo. Riporta dati su tassi di crescita, dimensioni ed età dei cerchi tratti da diversi studi, spesso in contrasto tra loro su cifre specifiche. Una seconda fase di ricerca autonoma verifica le fonti primarie citate nella prima, correggendo alcune imprecisioni diffuse nelle rassegne secondarie, incluso un errore di un ordine di grandezza sull'estensione del fungo svizzero Armillaria ostoyae. Sul caso specifico di Brissago il testo conclude che non esiste, allo stato delle fonti pubbliche consultate, alcuna documentazione che colleghi la leggenda locale a un cerchio fungino osservato nel bosco.