Quando nel 2005 papa Benedetto XVI si presentò al mondo, scelse di definirsi «un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore». La parabola evangelica di Matteo 20 smonta ogni nostra pretesa di autosufficienza: il Regno di Dio non è una teoria astratta, ma la modalità con cui Dio entra nella nostra storia e ci raggiunge. In questa riflessione per la XXV Domenica del Tempo Ordinario, esploriamo le dinamiche del racconto evangelico attraverso tre passaggi chiave:
- Prendere a giornata: Il padrone cerca collaboratori per la sua vigna. Se Dio non ha bisogno di nulla, sceglie liberamente di fidarsi dell'uomo e di renderlo cooperatore della sua opera.
- L'inoperosità e la piazza: Chi è fermo alle cinque del pomeriggio non è un fannullone, ma chi non ha ancora trovato qualcuno che gli riconosca dignità e possibilità («Nessuno ci ha presi a giornata»).
- L'accordo (symphōnéō) e la gratuità: Di fronte all'imprevedibilità della chiamata di Dio, siamo chiamati a convertire il nostro sguardo sul lavoro e sulle relazioni — specialmente nell'ambito pastorale — per non considerare gli altri come risorse da sfruttare o concorrenti da invidiare, ma come persone da amare e accogliere.