Lunedì 24 agosto, Kiev. Il primo ministro britannico Andy Burnham, al suo primo viaggio all'estero da quando è entrato a Downing Street, prende in mano una chitarra elettrica costruita a mano da un liutaio ucraino e suona Rusholme Ruffians degli Smiths, davanti ai soldati delle Forze Culturali, l'unità dell'esercito ucraino fatta di musicisti. Burnham è stato sindaco di Manchester per quasi dieci anni, ed è appassionato di musica: ha definito Hatful of Hollow degli Smiths il disco che gli ha cambiato la vita. Johnny Marr, che da quindici anni proibisce ai politici conservatori di dire che amano gli Smiths, stavolta risponde diversamente: dice di non riuscire a capacitarsene del tutto, ma che alla fine la guarda come una vittoria per la chitarra. Morrissey, l'altra metà del gruppo, ha invece sostenuto la Brexit e si è fatto fotografare con la spilla di For Britain, partito di estrema destra. Lo stesso giorno il presidente ucraino Zelensky ringrazia pubblicamente Netanyahu per gli auguri d'indipendenza, mentre il premier israeliano ha un mandato d'arresto della Corte penale internazionale dal novembre 2024. E in Russia, nel frattempo, chi fa musica e parla contro la guerra finisce su una lista di agenti stranieri. Una settimana prima, oltre duecento musicisti britannici, da Brian Eno a Thom Yorke, avevano scritto a Burnham per bloccare il giacimento petrolifero di Rosebank.
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