Mercoledì 26 agosto gli Stati Uniti mettono il collettivo italiano Autistici/Inventati nella lista dei terroristi globali. Non ha una sede, non ha stipendi: dal 2001 volontari sparsi in diversi paesi regalano caselle mail, siti e mailing list a chi glieli chiede. Il segretario di Stato Marco Rubio parla di terrorismo di estrema sinistra, il segretario al Tesoro Scott Bessent di estremisti e facilitatori. Nello stesso pacchetto ci sono Palestine Action e la rete Masar Badil. In Italia non esiste nessuna sentenza. Ma una designazione americana basta a obbligare banche, provider e gestori di server a tagliare i ponti. Per capire cosa c'è in gioco bisogna tornare indietro.
Firenze, 1998: nasce il primo hackmeeting italiano dentro un centro sociale occupato, con un concerto di musicisti sperimentali giapponesi davanti a chi il giorno dopo avrebbe parlato di protocolli di rete. Roma, 1986: nasce il Forte Prenestino, che diventerà uno dei nodi telematici del movimento italiano. I centri sociali, dagli anni Ottanta, sono stati l'infrastruttura fisica della musica indipendente: sale prove, concerti, le mailing list su cui si è retto per trent'anni il circuito punk e hardcore europeo. E in Italia, nel frattempo, il decreto anti-rave del 2022 ha introdotto la confisca di casse, mixer e strumenti per chi organizza raduni non autorizzati. Una legge italiana che porta via l'impianto, un provvedimento americano che spegne il server. La stessa tenaglia, da due lati diversi.
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