AudioCassetta | by Cassetta degli AI-trezzi
AudioCassetta | by Cassetta degli AI-trezzi · 23 set 2026 · 41:43
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Valerio guarda il titolo sulla copertina e mi chiede se quel “Gli ultimi saranno i primi” è un riferimento biblico. Siamo all’Out Music Lab, a Montesilvano, con le chitarre appese alle pareti e la prima copia cartacea del mio libro sul tavolo.
È una domanda giusta. Ma il titolo, per me, parla soprattutto di chi arriva per ultimo nelle decisioni sull’intelligenza artificiale e per primo ne sente gli effetti.
Con Valerio De Carolis, giornalista e amico, ho presentato per la prima volta Gli ultimi saranno i primi, il mio libro E invece di fare una lezione sull’AI, finiamo a parlare di un fornaio, di una classe di scuola media, di un pesto zucchine e rucola e del libero arbitrio.
Il fornaio che non ha mai aperto una chat
Il primo personaggio è Marco, un fornaio. Non usa ChatGPT, Gemini o altri assistenti. Eppure, nel racconto, l’apertura di un data center vicino alla sua città finisce per cambiare il destino della sua attività.
La storia è romanzata. La domanda, però, è concreta: che cosa cambia per chi vive accanto alle infrastrutture che alimentano l’AI? Energia e risorse smettono di essere un dettaglio tecnico quando entrano nell’economia di una città e nella vita di chi ci lavora.
Questo è il filo del libro. Non cinque capitoli per spiegare come si usa una chat, ma cinque persone diverse per guardare a ciò che succede quando una tecnologia entra nel lavoro, nella scuola e nelle comunità.
La docente e il riassunto che non basta più
Durante la live racconto di una docente che ha cambiato il compito: invece del riassunto di un libro, ha chiesto ai ragazzi di costruire un oggetto che ne raccontasse il contenuto. Il riassunto si ottiene in pochi secondi.
Non penso che la risposta sia vietare ogni strumento. A scuola, però, c’è una capacità che non possiamo delegare prima ancora di averla allenata: capire se una risposta regge, cercare conferme, accorgersi quando manca un pezzo.
Valerio mi chiede se l’intelligenza artificiale ci lascia il libero arbitrio. La conversazione si fa filosofica per un momento, poi provo a spiegare come funziona un modello con una ricetta.
Gli chiedo del pesto di zucchine e rucola che aveva preparato seguendo ChatGPT. Una ricetta è una sequenza: metti questi ingredienti, fai questi passaggi. Un modello linguistico impara in un altro modo: vede moltissimi esempi e cerca le combinazioni che assomigliano di più a quello che gli chiedi. Non c’è qualcuno che gli ha scritto la ricetta riga per riga. C’è matematica, e ci sono le scelte fatte da chi ha costruito il sistema.
È il genere di spiegazione terra terra che provo a fare anche nel libro. Per capire l’AI, a volte aiuta più una cena riuscita che una sfilza di definizioni.
Il primo gradino della scala
Tra i personaggi c’è un giovane del Sud che si trasferisce a Milano. Mi interessa una domanda che spesso resta fuori dalle previsioni sui lavori che spariranno: se automatizziamo i compiti con cui si comincia una professione, dove farà esperienza chi entra adesso?
E poi c’è la giornalista, ispirata anche alle cause aperte sul rapporto tra editori, autori e sistemi di AI. Nel libro ho intrecciato storie inventate e fatti riconoscibili. I personaggi non sono cronaca con nomi cambiati: servono a rendere leggibili conseguenze che spesso discutiamo in astratto.
Un libro nato da una sensazione
Verso la fine Valerio mi chiede da dove sia arrivata l’idea del libro. Risalgo ad Abbateggio, a un incontro di paese e a una sensazione che mi è rimasta addosso. Il testo poi è rimasto fermo a lungo. Ci sono tornato ripensando a quei giorni.
Un modello potrà descrivere quel paesaggio e imitarne i colori. Ma non avrà il ricordo di esserci stato con gli amici, né quello di essere tornato a casa con quella sensazione. È da lì che è ripartito il libro.
Intanto sto iniziando a portare il libro in giro con le prime presentazioni. Per raccogliere date, luoghi e tutte le informazioni, ho preparato un sito dedicato.
Come ne parliamo, allora?
Nel libro non sostengo che l’AI sia soltanto un male. La insegno e ci lavoro. Ma non voglio nemmeno raccontarla come un giochino senza conseguenze.
Con Valerio siamo passati dalla scuola ai bias, dall’energia al potere. Ci siamo persi in qualche parentesi, come succede quando si parla con un amico. Ma il filo era sempre quello: seguire l’intelligenza artificiale dal punto di vista delle persone che di solito restano fuori dalla conversazione.
La registrazione integrale arriverà sulle piattaforme della Cassetta. Gli ultimi saranno i primi è disponibile su Amazon in formato digitale e cartaceo. Valerio, quando gli chiedo da quale storia partire, sceglie quella del giornalista. Tu quale apriresti per prima?
Dove trovo il libro?
Facile, “Gli ultimi saranno i primi” è disponibile su Amazon in formato kindle e cartaceo.
Valentino
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