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Per uno che ascolta metal da una vita, ammetterlo non è facile: ho scoperto davvero i Judas Priest soltanto pochi anni fa. La mia giovinezza è stata accompagnata da Iron Maiden, Metallica e Megadeth, mentre i Priest erano rimasti stranamente ai margini. Forse colpa di Rob Halford e di quella voce che, da ragazzo, proprio non riuscivo a digerire. Poi ho iniziato a riascoltare la loro discografia e ho capito quanto mi fossi perso. Da Sad Wings of Destiny a Painkiller, fino a Firepower e Invincible Shield. Una band capace di attraversare decenni senza perdere potenza, identità e voglia di suonare. In questa puntata racconto la mia tardiva conversione, i dischi, le emozioni e qualche inevitabile confronto con Iron Maiden e Megadeth. Una confessione più che una recensione, perché non è mai troppo tardi per innamorarsi di una grande band. 🤘 Cose che ci hanno fatto uomini – Il podcast del folle bislacco.