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La luce che il Vangelo oggi emana è veramente grande, perché parla della gioia: di che cosa ci rallegriamo? Gesù ai discepoli che tornano pieni di gioia, dice il Vangelo, non è che li sgridi, ma gli indica qual è la vera gioia. C'è una gioia che viene dalle nostre capacità, dal nostro potere, dalle nostre caratteristiche che vengono un po' esaltate, e c'è un'altra gioia che invece viene semplicemente per il fatto che sei amato. Il tuo nome è scritto nel cielo, è scritto nel cuore di Dio, è scritto nella vita eterna, il tuo nome è prezioso per Dio, questa è la gioia. Infatti subito dopo c'è un'esultanza nello spirito di Gesù, un'esultanza che io invito a tenere preziosa per il proprio cuore, perché è una lode a Dio Padre che non per le capacità umane ma perché lui guarda la piccolezza e si rende presente nella piccolezza, a Gesù questo lo riempie di gioia, esulta. C'è quindi non un merito ma è proprio una piccolezza che è preziosa davanti a Dio e che lui riempie, riempie la piccolezza della sua presenza e per questo c'è gioia nel cuore di Gesù e spero che ci sia gioia nel cuore di tutti quelli che pur essendo piccoli sanno che i loro nomi sono scritti nei cieli, cioè sono preziosi davanti a Dio e che Dio si fa conoscere a loro. Teniamo conto di questo perché la nostra gioia sia veramente inalterabile, cioè non può essere rubata, è una gioia che viene direttamente da Dio e che viene comunicata a ciascuno di noi.