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Da una parte è una grande fatica fermarsi su queste parole del Vangelo e commentarle, ma non perché non ci sia la materia, ma perché ci siamo dentro tutti. Perché quando si parla dei guai, cioè delle conseguenze delle nostre scelte, diciamo fatto un guaio, non è semplicemente ho rotto una cosa, la conseguenza di questo che si è rotto qual è? Allora, dentro di noi accadono dei guai quando, per esempio, dice: pagate la decima sulle tasse, su queste cose minime e vi dimenticate quelle fondamentali, la giustizia e l'amore di Dio. Ma io non è che me ne dimentichi. E in questo bisogna fare una grande attenzione, perché è un po' come tra la teoria e la pratica, tante cose le so, però poi a farle è un'altra cosa. Quando parliamo di giustizia e di amore di Dio stiamo parlando di giustizia secondo Dio e dell'amore secondo Dio, non secondo me, perché secondo me io ho delle bilance che funzionano male, cioè le misuro secondo quello che mi interessa, ma non funziona così. Allora, per dirle in un modo un po' più semplice e spero chiaro: quando siamo noi quelli trascurati, noi quelli che vengono messi da parte o giudicati, ci secca molto, ma se facciamo noi così, insomma, tutto sommato, cosa ho fatto di male? Allora, su questo il Signore ci avvisa, diventano dei guai perché non ci accorgiamo più dell'amore di Dio. Ci preme di più osservare delle regoline, qualunque siano regole, io mi regolo, allora, devo dire un Rosario, l'ho detto, sono andato a messa, l'ho sondato, però quella persona lì è pesante, quest'altra persona qui gli diciamo sopra. Allora, la giustizia e l'amore di Dio dove stanno? Cioè funziona così, però lo sto dicendo non come un qualche cosa di aggiunto, un qualcosa che dentro di me mi svuota, cioè dopo non riesco più neanche a sentire il gusto né della preghiera né dell'amore fraterno. E mi sembra che tutta la vita cristiana possa ruotare intorno a questo, ad una relazione con Dio nella quale mi scopro sempre amato e a partire da quell'amore poter amare gli altri. Invece poi c'erano le altre conseguenze, cioè la vanità, ho fatto questo, questo e quest'altro, sono bravo, sono a posto. Beh, abbiamo bisogno di riscoprirlo e forse vorrei dirvelo con le parole della prima lettura, perché il frutto dello spirito rispetto alle opere della carne di cui parla in questi versetti Paolo è veramente un grande insegnamento. Vedete, dice che il frutto dello spirito, che innanzitutto lo spirito è libertà, e non sentirci costretti a fare delle cose, legge, no, libertà, amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé, dice nove facce della stessa realtà, è un unico frutto. Cioè quando tu vivi questo, anche se sei bersagliato da tante situazioni della vita, dentro di te c'è una presenza di Dio che ti fa vedere le cose in un modo diverso. Questo forse può essere per noi l'invito più profondo. Viviamo secondo lo spirito, quindi camminiamo secondo lo Spirito, cioè questo deve essere un po' il nostro motore. Se ci sono altri motori che cercano più di imporre il proprio pensiero e il proprio giudizio, dobbiamo ricordarci che forse ci stiamo mettendo nei guai, perché a quel punto non ci accorgeremo più dell'amore e della presenza di Dio nella nostra vita.