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Santi: dalla tribolazione alla vittoria

Santi: dalla tribolazione alla vittoria

6-10-26 martedì 27o. La mia fede mi dà pace?

Santi: dalla tribolazione alla vittoria · 6 ott 2026 · 6:21

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Siamo davanti a due primi della classe. Vi stanno simpatici i primi della classe? Di solito si rendono sempre un po' antipatici perché le sanno tutte loro, no? Paolo, avete sentito, siamo all'inizio della lettera ai Galati e lui effettivamente era un primo della classe, fariseo, di quelli accaniti nelle tradizioni dei padri, aveva deciso di sconfiggere questa eresia: i cristiani, e poi l'incontro con Cristo gli ha trasformato la vita. Da persecutore che voleva devastare la Chiesa è diventato apostolo delle genti. E subito si è dato molto da fare, perché si vede che ce l'ha proprio nelle sue fibre. Lo dico perché a volte anche le nostre caratteristiche personali dobbiamo saperle rileggere nella prospettiva del Vangelo, di un Vangelo che non va semplicemente proclamato, detto, ma portato con la vita. Il nostro carattere, qualunque esso sia, può avere a che fare con il Vangelo. Sei mite? Bene. Sei molto complicato? Tribolerai un po' di più, ma bene è lo stesso. Guarda come metterlo nella prospettiva del Vangelo. Quindi quello che noi di solito considereremmo forse una scusa, un motivo per mettersi da parte, il Signore, dice no, quello che tu sei però è in questa prospettiva.
E lui si è dato molto da fare, avete visto anche racconta qui nella Lettera ai Galati come nei primi tempi si sia anche mosso non soltanto per il Vangelo ma anche per incontrare gli altri apostoli e confrontarsi, se il Vangelo che lui annunziava era il medesimo che annunciavano anche gli altri. la conoscenza di Cristo che lui aveva secondo le scritture, ma secondo la rivelazione che aveva avuto, se corrispondeva a quello che anche gli altri annunciavano. Questo credo che sia un aspetto molto ricco su cui confrontarci, perché certe volte mi sembra che più che un annuncio del Vangelo un annuncio di se stesso, e invece l'annuncio è sempre di Cristo unico Salvatore. E questo dovrebbe essere per noi, come è stato per gli apostoli, un vero motivo di confronto, ascolto e conversione.
Dall'altra parte un'altra prima della classe, Marta, che sembra che le sappia tutte lei, però vorrei dire che Marta è tutt'altro che antipatica. A un certo punto si scoccia un pochettino e Gesù la rimette un po' in ordine, ma guardate che Marta si è fatta avanti quando Gesù entra nel villaggio e la accoglie a casa sua. Meno male! Cioè questa accoglienza dovrebbe richiamarci anche su come siamo attenti al Signore che passa per accoglierlo. Successivamente si vede che il suo sapere e il suo voler imporre un po' le cose viene fuori. Perché vuole piegare anche Gesù, non soltanto sua sorella che non l'ascoltava, ma anche Gesù nel riconoscere la sua centralità. E io in questo chiamarla due volte Marta, Marta, vedo tutt'altro che un rimprovero, ma un'indicazione ulteriore che Maria ha scelto la parte buona, non le mette a confronto in realtà, non so perché l'abbiano tradotto con migliore, ma agathà vuol dire buona, e ha scelto la parte buona, Maria, non le sarà tolta. Ed è anche un invito a riconsiderare se quello che Marta ha scelto le sembra così buono, visto che non sta in pace. Questo vorrebbe essere un invito a tutti noi, a riconsiderare se le cose che stiamo scegliendo, anche nella fede, ci lasciano in pace. Cioè ci mettono in quella comunione con il Signore che è una vera comunione di pace, perché forse altrimenti qualche correzione può essere fatta. Forse non stiamo ascoltando proprio come il Signore si rivolge a noi. Forse abbiamo un ascolto di quelli un po' dicevo da questa orecchia non ci sento, da quest'altra sento soltanto queste cose: benissimo, allora cercherò di dirtelo a gesti, ma il gesto che Gesù pone è un bel gesto, è l'accoglienza dell'una e dell'altra secondo le proprie caratteristiche, ma anche indicando. Proviamo a portare anche noi quello che siamo oggi, chiedendo al Signore come lo stiamo ascoltando, perché se alcune cose che lui dice continuiamo non soltanto a non ascoltarlo, ma a protestare, a recriminare, forse questo può essere un buongiorno per la nostra conversione.

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