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Santi: dalla tribolazione alla vittoria

Santi: dalla tribolazione alla vittoria

16-10-26 venerdì 28o. Sei prezioso anche quando nessuno ti nota: il tuo valore non dipende dall'applauso del mondo.

Santi: dalla tribolazione alla vittoria · 16 ott 2026 · 7:50

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Un po' come accade nella segnaletica, se noi pensiamo che i segnali, fate conto, i segnali stradali, siano soltanto un impedimento alla nostra libertà, che cosa ci succede? Che è solo questione di attimi, ma gli incidenti sono già lì, vero? Allora, quando il Signore ci dà degli insegnamenti, non è che poverino non sa che cosa fare, è che il suo prendersi cura di tutto ciò che ha creato, in particolare di trasmettere all'uomo quale sono le vie del suo benessere, della sua felicità, è proprio di chi ama. Quindi, indicazioni d'amore. Se le guardiamo in questo modo, le sue parole suonano tutte in un altro modo, anzi, non vedi l'ora che ti dica come vanno le cose per poter scegliere, perché finché non te lo dice, tu sei lì incerto, dici dove vado, come faccio? Allora, oggi il primo insegnamento è sul lievito dei farisei, che Gesù dice è l'ipocrisia. Sapete cosa fa il lievito? Ne basta poco, fa crescere tutto, no? Che vuol dire: Ci può essere lo stimolo dietro alle cose che facciamo e un essere riconosciuti, apprezzati, cioè vivi davanti agli occhi degli altri. E qua c'è una bella distinzione che subito fa riguardo a ciò che è segreto, anche il lievito di farisei è una cosa piccolina che viene mescolato, scompare lì dentro nella massa, però che fa fermentare tutto. Ciò che è segreto è ciò che è rivelato. dice, bene, quello che tu tieni dentro, quello che adesso è il tuo motore interiore e pensi che rimanga nascosto a tutti, bene, verrà messo in evidenza. Lo dico con un termine diverso, verità. Se tu vivi con verità, se quello è il tuo lievito, che problema c'è? In realtà il problema c'è, perché molto spesso a noi la verità, come veniva cantato da qualcuno, “ti fa male, lo so”, avete presente? Ma quando è che la verità ci fa male? Perché non è che la verità viene semplicemente a galla, è qualcosa che accade. Quando è che fa male? Quando tu vuoi tenere nascosto qualcosa che non va bene. Ma anziché fare come gli struzzi, quello che ci viene detto è piuttosto avere il coraggio che noi chiamiamo responsabilità. Sei pronto a rispondere di quello che coltivi dentro il cuore? Allora, guardate come viene subito rilanciato da Gesù tutto questo: Non abbiate paura di quelli che anche uccidono il corpo, però poi non possono fare più nulla. Dici, ma io sinceramente ho un po' paura. Qui stiamo andando un pochettino alla radice della vita, sta parlando dei discepoli che anche devono affrontare delle persecuzioni. Ma perché affronti queste persecuzioni? Perché c'è una verità che tu non puoi tenere nascosta nella tua vita perché l'ha cambiata. Che vuol dire un modo di stare nella vita. Non è che usi la verità come arma per fare male agli altri. La verità è sempre con carità, con amore. Quando la verità la usi per fare male agli altri, più che verità quella lì è un'arma impropria.
Allora, guardiamo di che cosa invece dovremmo avere paura. Di colui che dopo aver ucciso il corpo ha il potere di gettare nella Geenna. Che cosa vuol dire? Perché veniamo da epoche, visto che l'età media qui presente forse sono i più giovani, posso dirlo, in cui attraverso il timore si invitava a scegliere. Per farti paura, le fiamme dell'inferno, la punizione. Essere cresciuti con una presentazione di Dio come colui che ti punisce. Vi fa piacere una roba del genere? A me no. Anche perché non corrisponde al volto di Dio. Ma, la dico in un modo diverso, in un'epoca di somari, di cui io sono il primo, che non vogliono cercare di capire come fai a indicargli la strada, e gli dai delle bastonate. Allora, a dei criteri violenti per cercare di farti far bene, a me piace di più quello che dice subito dopo. E ve lo dico. Cinque passeri, quanto valgono? Due soldi. E dice Gesù, nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. E voi non abbiate paura che valete più di molti passeri. Cioè, lui guarda la cosa piccolissima e se ne prende cura. Ma tu quanto vali? Molto di più per lui.
Allora, lo stare con questa fiducia davanti a Dio, in quella verità in cui tu chiedi anche di essere purificato per le volte che hai scelto l'ipocrisia, hai scelto un'immagine, non la verità, tu gli chiedi grazia. Ma per partire con una verità che ti rende libero e diventa anche un annuncio di libertà. Allora, questo ve lo vorrei proporre oggi come una specie di esercizio quotidiano.
Oggi se vi va, sbilanciatevi, in qualche momento della giornata vi fermate e fate una piccola valutazione. Cosa sto facendo oggi? Sto coltivando una qualche ipocrisia o sto vivendo nella verità? E che chiarezza interiore mi dà quello che sto vivendo? Che pace, che forza, che capacità di stare davanti agli altri con serenità. Credo che ad un esame di questo genere, se ogni tanto ci pensiamo, dovremmo dire molti grazie perché riacquistare quella libertà interiore ti dà anche una gioia profonda e anche un annuncio diverso con la tua vita di ciò che conta davvero e di ciò che puoi mettere da parte. E forse ci evitiamo tante fatiche inutili e sapremo anche rallegrarci di tante cose belle che abbiamo lì a portata di mano.

Episodi: Santi: dalla tribolazione alla vittoria

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