In questo
articolo, l'autore
Maurizio Ionico, urbanista e ricercatore, offre una lucida disamina sulla demografia e lo sviluppo economico della montagna e delle aree interne del Friuli-Venezia Giulia. L'articolo muove da dati iniziali preoccupanti, che evidenziano una regressione demografica dell'undici per cento nell'ultimo decennio, la contrazione dei servizi essenziali, lo spopolamento giovanile e la perdita di mille imprese commerciali e artigiane.
A queste fragilità si sommano i rischi legati ai cambiamenti climatici sulle economie montane. Tuttavia, l'autore mette in evidenza un inaspettato segnale di forte speranza emerso tra il 2021 e il 2024: l'arrivo di quasi millecinquecento nuovi residenti nei cinquantanove Comuni montani della regione, con picchi di crescita significativi nelle Dolomiti e Prealpi Friulane.
Ionico sottolinea l'urgenza di cavalcare questa tendenza positiva per rompere la cosiddetta "trappola dello sviluppo". L'articolo delinea quindi tre precise direttrici operative: una radicale riforma dell'offerta formativa adattata al contesto locale; il rafforzamento del ruolo dei consorzi industriali come NIP e Carnia Industrial Park per promuovere politiche di welfare territoriale; e infine la strutturazione organica della filiera foresta-legno per colmare il vuoto della trasformazione industriale intermedia. Solo una strategia sistemica e a lungo termine potrà consolidare questa parziale inversione di rotta demografica.
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