In questo articolo scritto alla vigilia del vertice G8 del 2001 e riproposto nel Numero 61 de Il Passo Giusto, Mauro Cereghini formula una riflessione profetica e radicalmente controcorrente: e se li lasciassimo soli? Di fronte all'arrivo annunciato dei Grandi della terra e all'imponente apparato di sicurezza schierato per blindare Genova, Cereghini immaginava il vuoto assoluto, il silenzio e la diserzione di massa invece della tradizionale contro-manifestazione di piazza. Una provocazione feconda, non dettata dalla rinuncia o dalla paura, bensì dalla lucida consapevolezza che lo scontro frontale avrebbe finito per rafforzare la narrazione del potere, riducendo le istanze del movimento a semplice comparsa residuale e sacrificabile. L’autore proponeva così una coraggiosa «politica dell'assenza»: sottrarre al palcoscenico dei potenti il proprio pubblico per non rimanere imprigionati nella trappola della protesta puramente reattiva. Rifiutando l'idea di elemosinare briciole di attenzione da istituzioni svuotate di democrazia e vincolate ai dogmi del libero mercato, Cereghini invita a coltivare una solida soggettività autonoma, investendo risorse ed energie vitali nelle economie solidali, nell'autogestione, nei bilanci partecipati e nelle pratiche di trasformazione dal basso. Rileggere oggi queste pagine illumina con straordinaria attualità il senso profondo dell'agire politico nonviolento e della partecipazione civica. Vi invitiamo a leggere e approfondire l’articolo integrale con tutti i suoi spunti su Il Passo Giusto:
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