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Amedeo Coraggio
Un nome, un destino. La storia di un uomo che non si piegò, ricordandoci che la coerenza è la prima forma di resistenza, allora come oggi.
Muratore, Amedeo Coraggio compie la sua prima scelta di coscienza rifiutando di confluire nella Milizia dopo lo scioglimento della Regia Guardia. La sua opposizione al regime è costante e pagata a caro prezzo: nel 1928 è condannato per una scritta antifascista. Schedato come sovversivo, vive per anni nella miseria e sotto stretta sorveglianza, un "elemento infido" che rifiuta ogni compromesso.
Richiamato alle armi, rientra a Napoli dopo l'8 settembre 1943. Finalmente, durante le Quattro Giornate, l'opposizione silenziosa diventa lotta aperta: combatte sulle barricate, coronando con le armi una vita di coerenza. La sua storia è un monito: la Resistenza fu anche la scelta ostinata di chi, come lui, non volle mai piegarsi.
"Il ricordo di Amedeo Coraggio è stato letto da Enrico Voccia della sezione ANPI Napoli Vasto 'Lenuccia'."
Un'iniziativa dell'ANPI Provinciale di Napoli realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia, che collettivamente ringraziano le storiche e gli storici che ci hanno conservato la memoria dell'antifascismo e della Resistenza.