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I nodi della rete - Gli studi legali
Gli studi professionali come retrovia della Resistenza. Questi luoghi "coperti" ricordano come la lotta per la democrazia si combatte anche presidiando e riconquistando spazi civili.
Due studi legali nel centro di Napoli diventano per tutto il ventennio il motore clandestino dell'antifascismo napoletano. Nel palazzo del cinema Augusteo, lo studio di Rocco D’Ambra e Gennaro Amendola funge da copertura per i movimenti "Italia Libera" e "Giustizia e Libertà", coordinando attività nelle zone operaie e tra gli intellettuali. Poco distante, in Via Mezzocannone 53, lo studio dell'avvocato Pasquale Schiano ospita il Centro di informazione e assistenza antifascista, che nel 1942 diventa il Centro Meridionale del Partito d'Azione. Da queste stanze apparentemente ordinarie partono azioni di sabotaggio come il lancio di volantini dal ponte della Sanità. Questi luoghi dimostrano come la Resistenza si organizzò anche in spazi istituzionali, strappati alla rispettabilità di facciata del regime per diventare arsenali di libertà.
Il ricordo del ruolo degli studi di Rocco D’Ambra, Gennaro Amendola e Pasquale Schiano è stato letto da Ciro Brescia della sezione ANPI Napoli Vasto "Lenuccia".
Un'iniziativa dell'ANPI Provinciale di Napoli realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia, che collettivamente ringraziano le storiche e gli storici che ci hanno conservato la memoria dell'antifascismo e della Resistenza.