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Renato Caccioppoli Le storie dei resistenti delle Quattro Giornate lette e interpretate da volontari ANPI.
Il genio matematico che sfidò il regime con la musica. La sua vita irriverente è un monito a difendere la libertà di pensiero contro ogni oppressione.
Nipote di Michail Bakunin, Renato Caccioppoli crebbe nell’ambiente intellettuale antifascista napoletano vicino a Benedetto Croce. Brillante professore di matematica a soli ventisei anni e pianista di talento, la sua vera vocazione fu la libertà. Il suo antifascismo si espresse in gesti plateali e provocatori, come suonare La Marsigliese in un locale durante la visita di Hitler a Napoli nel 1938, episodio che gli costò l’arresto e un internamento in manicomio architettato per salvarlo dal Tribunale Speciale. Dopo la Liberazione, si avvicinò al Partito Comunista senza mai tesserarsi, diventando un punto di riferimento per gli intellettuali antifascisti e impegnandosi attivamente nel movimento dei Partigiani della Pace. La sua vita tormentata si concluse con il suicidio l’8 maggio 1959. La sua figura rimane un simbolo di intelligenza irriducibile e di coerenza ai propri principi.
«Per tre cose vale la pena di vivere: la matematica, la musica e l’amore».
Il ricordo di Renato Caccioppoli è stato letto da Carlo Renzullo del comitato Aperitivo Resistente.
Un'iniziativa dell'ANPI Provinciale di Napoli realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia, che collettivamente ringraziano le storiche e gli storici che ci hanno conservato la memoria dell'antifascismo e della Resistenza.