TWENTYFOUR · 5 ott 2026 · 12:14
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Nel giro di poche settimane la NBA ha raccontato due storie di soldi che messe una accanto all'altra non stanno in piedi: da una parte la punizione durissima ai Clippers per aver procurato entrate esterne a Kawhi Leonard, dall'altra l'accordo di LeBron James con Polymarket, che gli rende quasi quattro volte quanto guadagna per giocare, in un'estate in cui sui mercati predittivi sono stati scambiati oltre 270 milioni di dollari proprio su dove sarebbe andato a giocare lui.
Intanto a Portland sono passati sei mesi dall'arrivo di Tom Dundon, e il giornalista che segue i Trail Blazers da una vita ha scritto quello che in città pensano tutti, mentre dentro la trattativa sull'arena spunta una clausola che si può azionare soltanto se la squadra lascia la città.
Infine una notizia che riguarda la vita privata di Luka Dončić, la sua causa per l'affidamento delle due figlie e la petizione depositata ai sensi della Convenzione dell'Aia.
I soldi che girano attorno al gioco sono ormai più grandi di quelli che girano dentro al gioco, e la NBA può ancora governarli? Un proprietario ha il diritto di gestire la squadra come preferisce, anche quando la città ha appena messo sul tavolo 586 milioni di fondi pubblici? Sul terzo passaggio, invece, non c'è niente da chiedere e niente da commentare: c'è un procedimento in corso e una sola versione dei fatti disponibile.
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Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.