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Adulti che si prendono a pugni per undici milionari che stanno giocando a calcio. E la cosa meravigliosa è che quei milionari i soldi li prendono. TU NO. Tu lunedì devi pure tornare a lavorare con un occhio nero perché uno sconosciuto aveva una sciarpa diversa dalla tua. “Perché hai litigato?” “HA INSULTATO LA MIA SQUADRA!” La TUA squadra? Amico mio… tu hai il mutuo. Tu dici: “Quest’anno DOBBIAMO comprare un attaccante.” DOBBIAMO? Tu e chi? Hai partecipato al consiglio d’amministrazione? Hai fatto un bonifico? No. Tu hai comprato la maglietta a 90 euro. Ci lamentiamo tutta la settimana. Lo stipendio... Le bollette... La benzina. “Non si arriva a fine mese!” Poi la domenica: maglia, abbonamento, partita, trasferta… e se necessario rischiamo pure una denuncia per difendere l’onore di una società sportiva che probabilmente non sa nemmeno che esistiamo. Però le MMA sarebbero diseducative, perché ci sono i pugni. È questo il grande equivoco. Noi confondiamo la violenza con il combattimento, ma non sono la stessa cosa. La violenza è perdere il controllo, il combattimento sportivo è imparare ad averne.