b2eyes today · 9 set 2026 · 3:04
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Dalla contattologia specialistica all’ortocheratologia, con una forte componente pratica e il coinvolgimento della classe medica: sono alcuni dei percorsi formativi extra curriculari della scuola di Firenze per il 2026-27, che ha in cantiere anche un progetto sulla gestione della progressione miopica
«Nell’ultimo anno scolastico abbiamo consolidato i numeri dei corsi curriculari di ottica e optometria, quasi al limite della nostra capienza, e abbiamo così avuto modo di dedicarci maggiormente a quelli di aggiornamento professionale». È, in sintesi, il bilancio di Fabio Casalboni (nella foto), direttore della Sioo, che sottolinea come l’attività formativa della scuola di Firenze si sia sviluppata nel 2025-26 anche attraverso proposte senza numero chiuso, dedicate ad alcuni temi di particolare attualità professionale. «Abbiamo realizzato diversi corsi, soprattutto sul digital eye strain e sull’uso delle lenti progressive nei casi di anisometropia – spiega Casalboni a b2eyes TODAY - Quest’ultimo, in particolare, è stato replicato a distanza di tre mesi, grazie all’interesse suscitato». Un’impostazione che ha consentito di affiancare alla formazione teorica una componente pratica sempre più significativa, «a partire dalla contattologia specialistica, con casi reali di persone presenti in sede, sulle quali abbiamo effettuato le applicazioni - prosegue Casalboni - Un’impostazione analoga è stata adottata per quella che abbiamo chiamato scuola di ortocheratologia, dove la formazione non si esaurisce nelle ore trascorse in aula: i portatori di questo tipo di lenti a contatto vengono infatti seguiti tra un incontro e l’altro del corso. Nel secondo incontro i partecipanti relazionano sui casi che hanno affrontato e messo in pratica nel proprio centro ottico dopo il primo appuntamento in aula».
Contattologia specialistica e scuola di ortocheratologia saranno riproposte anche nel nuovo anno scolastico con un massimo di 15 partecipanti, per garantire che almeno il 50% delle ore si svolga in ambulatorio. «Stiamo inoltre lavorando a un ulteriore sviluppo dell’offerta di aggiornamento professionale, che potrebbe rappresentare uno dei punti di forza della nostra realtà: un upgrade con una maggiore componente pratica dedicato alla gestione della progressione miopica - afferma il direttore della Sioo - In diversi dei nostri corsi è coinvolta tra i docenti o i relatori anche la classe medica, soprattutto nella contattologia e ancora di più in quella specialistica, in particolare nelle ore in ambulatorio, per avere un inquadramento clinico dal punto di vista oculistico». Ed è proprio questa dimensione interdisciplinare a rappresentare una direzione sempre più importante per la scuola di Firenze. «Vogliamo formare professionisti specializzati in ambito ottico optometrico, ma attenti al trattamento complessivo della persona: aspetto che quindi deve tenere in considerazione la parte oftalmologica, illustrata da specialisti in campo medico», conclude Casalboni.
Angelo Magri