b2eyes today · 20 set 2026 · 4:23
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Urge un cambio di prospettiva: è il messaggio che l’azienda oftalmica ha voluto lanciare alla stampa consumer il 16 settembre con un evento a Milano alla presenza di illustri oftalmologi italiani, per colmare il divario tra la consapevolezza dei genitori, le azioni concrete necessarie per proteggere la salute visiva dei più piccoli e la conoscenza di soluzioni idonee disponibili presso i centri ottici per la gestione della progressione miopica, come la nuova MiyoSmart iQ
Durante la conferenza stampa dal titolo “Stop miopia: quando l'innovazione cambia il futuro visivo dei giovani”, dedicata alla presentazione delle lenti MiyoSmart iQ di Hoya Vision Care, erano presenti alcuni dei massimi esperti di oftalmologia del nostro paese. Teresio Avitabile, professore ordinario e direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Catania e alla guida di Siso, ha ribadito che la miopia infantile è un «percorso evolutivo» che, se non intercettato precocemente, «può portare a patologie oculari serie e invalidanti come il distacco di retina, il glaucoma e la degenerazione maculare», ha ricordato Francesco Bandello, direttore della Clinica oculistica del San Raffaele e presidente di Apmo.
Un’indagine condotta da Astra Ricerche su un campione di mille genitori italiani con figli tra i 4 e i 18 anni rivela infatti una profonda discrepanza tra la consapevolezza dichiarata e le azioni concrete intraprese per la salute visiva, un ritardo che impedisce di agire tempestivamente sulla pre-miopia, ovvero quella fase in cui, pur non essendo ancora miope, il bambino presenta fattori di rischio che possono essere gestiti. Sebbene, infatti, secondo la ricerca l'80% delle famiglie collochi il controllo della vista tra le quattro priorità principali durante la crescita, i comportamenti reali mostrano una posticipazione significativa: meno della metà dei bambini effettua la prima visita oculistica entro i 4 anni, mentre quasi un genitore su quattro attende oltre i 7 anni.
Questa «schizofrenia comportamentale», così definita da Paolo Nucci, professore ordinario di Oculistica dell'Università Statale di Milano e presidente di Siops, si manifesta anche nella lista delle preoccupazioni genitoriali, dove il benessere psicologico e l'immagine corporea risultano quasi più significativi rispetto alla salute oculare, «nonostante il 90% del contatto con la realtà dipenda dalla vista», ha sottolineato ancora Nucci, commentando la ricerca. Inoltre, benché il 74% dei genitori sia consapevole che la miopia possa peggiorare durante la crescita, meno della metà comprende il nesso causale tra l'aumento della miopia stessa e il rischio crescente di patologie oculari gravi, evidenziando una carenza informativa che richiede un intervento capillare da parte degli specialisti.