Nella meditazione sul testo del profeta Ezechiele, l'immagine biblica della «sentinella» posta a difesa della città illumina la vocazione e la responsabilità di chiunque ascolta la Parola di Dio nei tempi difficili della storia. Accogliendo i ministri luterani dall'Assia e un gruppo di pellegrini provenienti dalle sofferenze di Haiti, la riflessione evidenzia come il compito di suonare il corno per dare l'allarme non sia facoltativo: il suono dello shofar, così come la predicazione e la preghiera comune, rappresenta la prima risorsa per sottrarsi al torpore, all'incoscienza e alla dispersione, scandendo i tempi della conversione e custodendo l'unità nella prova. Il profeta-sentinella non può rifugiarsi nell'indifferenza di Caino chiedendosi se sia lui il custode del fratello: davanti a un Dio che non vuole la morte del malvagio ma la sua conversione, chi ascolta la Parola diviene intimamente corresponsabile della vita di tutti, giusti e ingiusti. L'omelia si conclude con l'esortazione a farsi sentinelle obbedienti nel tempo presente, vigilanti contro il male e la violenza, certi che anche dentro le crisi più gravi la speranza rinasce e i disegni d'iniquità vengono capovolti dalla forza umile del bene.
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