In questa meditazione pronunciata da monsignor Olav Fykse Tveit a partire dal Vangelo di Giovanni (12, 20-26), la riflessione prende le mosse dal desiderio di alcuni greci saliti a Gerusalemme di «vedere Gesù», aprendo alla potente immagine evangelica del chicco di grano che, cadendo in terra e morendo, produce molto frutto. L'omelia sottolinea come la vita cristiana non sia astratta o superficiale, ma profondamente radicata nella realtà: il fine ultimo del dono di sé non è la morte in se stessa, bensì il raccolto abbondante di speranza e amore. Questa fecondità si manifesta in modo luminoso nella testimonianza dei martiri del passato e del nostro tempo — come il beato congolese Floribert Bwana Chui, ricordato per il suo coraggioso rifiuto della corruzione in nome della fede, o sant'Olaf in Norvegia. Ciascun credente è così chiamato a farsi seme generoso, affidandosi all'opera dello Spirito Santo nella certezza che ogni vita spesa per il Vangelo contribuisce a generare un frutto duraturo per la Chiesa e per il mondo.Guarda il video completo della preghiera su YouTube:
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