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Mercoledì 23 settembre 2026, il morning show Breaking Bed di Radio Roma si è aperto con l’energia di sempre: Rush in studio, outfit leggero per i 17 gradi del mattino e un grazie speciale a nonna Edda per il caffè. Tra musica, messaggi e telefonate, la puntata ha unito leggerezza e temi che toccano la quotidianità di chi vive la Capitale: la dipendenza dallo smartphone, la tutela dei più piccoli negli asili e lo sguardo al futuro con la Rome Future Week.
Come da format, il programma ha ribadito i canali di interazione: il numero WhatsApp 320-2393-833 per messaggi, note vocali e per attivare il Meri Chiami Rush, lo spazio in cui il conduttore richiama gli ascoltatori per andare in diretta su temi, auguri e segnalazioni. Community viva e partecipativa, in perfetto stile Radio Roma.
Smartphone-dipendenza: tra abitudini, lavoro e rischi quotidiani
Rush ha raccontato di essere uscito di casa dimenticando il borsello con documenti e portafoglio, aprendo così il capitolo sulla nostra relazione con il telefono. La provocazione è semplice: cosa faremmo se, già lontani da casa, ci accorgessimo di aver lasciato il cellulare sul comodino? In quanti riuscirebbero a resistere senza tornare indietro? I messaggi degli ascoltatori oscillano tra panico e pragmatismo, ma i dati fotografano bene il fenomeno.
Secondo il report Sensor Tower – State of Mobile 2026, trascorriamo in media 3,6 ore al giorno sullo smartphone. Numeri che spiegano perché, ormai, deleghiamo al telefono contatti, appuntamenti, navigazione e persino la memoria di numeri fondamentali. Rush ha invitato a verificare le abitudini aprendo su iPhone la sezione Tempo di utilizzo, utile per misurare quanto e come restiamo connessi durante la giornata.
Il direttore Claudio Micalizio ha raccontato un episodio emblematico: telefono e tablet dimenticati sul tettuccio dell’auto, caduti dopo chilometri; il tablet perso, il telefono recuperato da un cittadino e consegnato alla Polizia a 20 km di distanza. Un caso-limite che mette in fila due raccomandazioni essenziali: fare il backup regolare dei dati e proteggere il dispositivo con codice e sistemi di blocco. La dipendenza non è solo tempo di schermo, ma anche esposizione a rischi pratici quando in quello smartphone “c’è tutta la vita”.
Asili nido e tutele: il caso San Giovanni riaccende il dibattito
La parte più delicata della puntata ha riguardato l’asilo nido nella zona di San Giovanni dove, grazie a telecamere installate dagli inquirenti, sono stati documentati 162 episodi di maltrattamenti su bambini di 3-4 anni. Protagonista una maestra 62enne, sospesa dal servizio. La segnalazione è partita da tre madri che hanno colto segnali anomali nei figli (chiusura improvvisa, giochi che riproducevano gesti aggressivi) e hanno insistito perché si andasse a fondo.
Il confronto in studio si è concentrato sull’equilibrio tra telecamere e privacy. Da anni in Parlamento giace una proposta di legge per introdurre sistemi di videosorveglianza in asili e RSA, a