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Assaggi di Letteratura

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Chi è questa che vèn, ch'ogn'om la mira (G. Cavalcanti)

Assaggi di Letteratura · 13 lug 2025 · 13:23

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ep. 95 st. 1
In questo sonetto si come il punto di partenza provenga da Guinizzelli e al tempo stesso vi sia già un superamento del modello guinizzelliano. La lode sfocia nell'ineffabilità. Qui abbiamo infatti un assaggio della tragicità di Cavalcanti; egli è sbigottito perché il mistero della donna è insuperabile ed è incomprensibile attraverso i mezzi umani. Non possiamo dire che la donna che qui appare sia propriamente la donna-angelo di Guinizzelli o di Cino da Pistoia; è sì un'apparizione miracolosa, ma è avvolta nel dramma e nell'angoscia.

Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira,
che fa tremar di chiaritate l’âre
e mena seco Amor, sì che parlare
null’omo pote, ma ciascun sospira?

O Deo, che sembra quando li occhi gira!
dical’ Amor, ch’i’ nol savria contare:
cotanto d’umiltà donna mi pare,
ch’ogn’altra ver’ di lei i’ la chiam’ira.

Non si poria contar la sua piagenza,
ch’a le’ s’inchin’ ogni gentil vertute,
e la beltate per sua dea la mostra.

Non fu sì alta già la mente nostra
e non si pose ’n noi tanta salute,
che propiamente n’aviàn canoscenza.

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