La seconda tappa in Bulgaria ci ha ricordato quanto il ciclismo sappia essere crudele e meraviglioso nello stesso istante. Una giornata segnata dalla maxi caduta a 22 km dal traguardo, che ha costretto al ritiro protagonisti attesi come Soler, Vine e Buitrago, mandando in frantumi i sogni di classifica di Adam Yates.
Ma è anche il giorno in cui è fiorita una storia incredibile. Quella di Thomas Silva, che con uno sprint magistrale diventa il primo uruguaiano di sempre a vincere una tappa al Giro e a indossare la Maglia Rosa. Un successo che parte da lontano, dai primi giri in bicicletta con il nonno in Uruguay fino al trionfo di oggi, costruito con il grande lavoro dell'Astana e di uno straordinario Christian Scaroni nel finale.
Le fiammate non sono mancate nemmeno tra i big: sul GPM di Lyaskovets abbiamo visto le prime scintille vere tra Jonas Vingegaard e un pimpante Giulio Pellizzari, rimasti soli con Van Eetvelt prima del ricongiungimento nel finale. Se Vingo ha mostrato una gamba super, Pellizzari ha lasciato intendere che la vittoria era davvero a un passo.
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