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Confesso. L’uscita di TORG, in un periodo in cui giocavo tanto, spesso e riuscivo anche a convincere gli amici di allora a provare cose nuove, mi lasciò pressoché indifferente. Come nel caso di GURPS, già il titolo mi parve poco convincente e attrattivo, al punto che per parecchio tempo non m’interessai al contenuto di quella scatola che non permetteva di sfogliare i libri all’interno. Quando poi scoprii che si trattava di un gioco con tante ambientazioni diverse, unite, a differenza di GURPS, sulla superficie di un solo pianeta, mi ritrassi schifato. Mi piaceva, e in linea di massima lo preferisco ancora, che un gioco avesse le idee chiare e fornisse al GM e ai giocatori un contesto chiaro, senza contaminazioni. Invece poi, riprendendolo in mano molti anni dopo e di nuovo adesso per parlarne, ho capito che mi sbagliavo, almeno in parte. In TORG c’erano elementi molto innovativi, ripresi poi e spacciati per nuovi da titoli più moderni. Volete sapere di cosa parlo? Non vi resta che ascoltare la nuova puntata del podcast!