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Trentacinque anni, anche se non li dimostra. Tanta è la strada percorsa da FabCon, piccola (ma nemmeno tanto) perla fieristica di fine estate, incastonata nel verde Appennino umbro-marchigiano. Città di cartiere ma anche, da tempo, di storie fantastiche nate proprio dalla carta dei manuali di gdr per poi prendere forma, attorno alle centinaia di tavoli messi a disposizione dallo sforzo titanico dei membri dell’Associazione Lokendil di quanti abbiano voglia di iniziare a salutare l’estate con qualche bella giocata, condita di chiacchiere, nuove amicizie e qualche birra o bicchiere di vino in compagnia. Si ruola durissimo, alla FabCon, dalla mattina a notte inoltrata, senza se e senza ma. Si va per giocare, ritrovare master e giocatori noti e conoscerne di nuovi, vivere emozioni che il gioco online e le connessioni telematiche rischiano a volte di strapparci, opporre resistenza a un mondo che ci vorrebbe soli e alienati, e invece… La città, animata in assenza dei suoi abitanti ancora in ferie dal popolo variegato di noi giocatori, vive un fine settimana lungo e vivacissimo al quale ciascuno di noi, almeno una volta nella vita, prima di decidere di averne abbastanza di dadi e schede, dovrebbe partecipare. Io ci sono stato, un po’ di corsa. E’ stato comunque bellissimo!