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Certe forme di teatro risalenti addirittura ad Aristofane, il jazz e il gdr hanno un fattore comune: l’improvvisazione. Impensabile credere di poter eseguire una jam session, mettere in scena una piece teatrale improvvisata o intavolare con successo una sessione di gioco senza mettere in conto una buona dose d’improvvisazione, e saperne approfittare per rendere il tutto più gustoso. Che si tratti della vostra prima partita da GM, ancora incerti su meccaniche e regolamento, convinti però, in virtù del tempo dedicato al meticoloso studio e preparazione dell’avventura di avere tutto sotto controllo, o della millemillesima in cui ormai, credendovi un virtuoso della narrativa interattiva, pensate di poter procedere a braccio che nemmeno Vittorio Gassman (parleremo di questo in una puntata numero due sull’argomento), vi capiterà di ritrovarvi al centro del campo, pardon del tavolo, con la palla rubata dal piede da un evento imprevisto o dall’azione inattesa di un giocatore. L’alternativa, a quel punto, è tra l’irrigidirsi sul rifiuto di cambiare il vostro piano originale, costi quel che costi, o a dirittura il bloccarsi manco foste davanti a una commissione d’esame, oppure riprendersi quel dannato pallone e giocarlo fino in fondo, dando magari spettacolo con una sequenza d’azione o narrativa di quelle che si ricorderanno per sempre. Ne parliamo questa settimana nella puntata del podcast. Adattissima a un ascolto vacanziero.