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Quando i rendimenti obbligazionari salgono ai livelli che non si vedevano da quasi vent'anni, anche chi non compra bond deve prestare attenzione. Perché quello che succede sul mercato dei Treasury americani non resta confinato a Wall Street: arriva direttamente nel portafoglio di ogni investitore retail.
Il 29 settembre il Treasury decennale USA ha toccato il 5,293%, massimo dal 2007, e il trentennale il 5,62%, livello che mancava dal 2002. In questo contesto, S&P 500 ha ceduto lo 0,21%, il Dow Jones lo 0,40% e il Nasdaq lo 0,17%, seconda seduta consecutiva in rosso. I mercati scontano un'inflazione ancora sostenuta, alimentata dai costi energetici, e un'economia che l'AI continua a tenere in piedi.
A settembre il rendimento a due anni è salito di quasi 60 punti base, il maggiore rialzo mensile dall'inizio del 2023. La volatilità obbligazionaria, misurata dall'indice ICE BofA MOVE, è schizzata del 30% in un solo mese. Per chi detiene ETF obbligazionari o azionari con esposizione USA, questo scenario merita una lettura attenta, non una reazione impulsiva.
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