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Donald Trump vuole mettere il proprio nome persino sullo Stretto di Hormuz: mentre il mondo conta missili, petroliere e rincari, il presidente americano ridisegna la geografia a misura del proprio ego.
Nel notiziario di oggi, Gaza e il Libano continuano a pagare tregue che esistono soprattutto nei comunicati; Putin chiude la porta a Kyiv ma la lascia aperta agli emissari di Trump; negli Stati Uniti avanzano la militarizzazione dell’immigrazione e l’epurazione dei vertici delle forze armate.
Poi il clima presenta il conto: El Niño minaccia il cacao dell’Africa occidentale, gli incendi costringono oltre un milione di studenti indonesiani a studiare da casa e in Nepal migliaia di bambini cercano di convivere con il trauma delle inondazioni.
E ancora: Malta assolve l’uomo accusato di aver ordinato l’omicidio di Daphne Caruana Galizia, Cuba apre alle grandi imprese private e in Messico un bambino di sei anni resta solo dopo il massacro della propria famiglia.
Il mondo cambia nome, ma le vittime restano sempre le stesse. Il notiziario di Radio Bullets, a cura di Barbara Schiavulli.