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L'articolo esamina come tecnologie per droni sviluppate da aziende e università svizzere, spesso con sostegno pubblico, siano finite in uso militare in conflitti come quello in Ucraina, nonostante la tradizionale neutralità elvetica. Vengono citati i casi di Auterion, SenseFly e U-Blox, le cui tecnologie sono state impiegate da eserciti in guerra pur essendo nate da ricerche universitarie orientate a scopi civili. Istituzioni come il Politecnico di Zurigo, Innosuisse e le autorità federali si rimpallano la responsabilità di stabilire e far rispettare i controlli sulle esportazioni per tecnologie a duplice uso. L'articolo riporta infine il dibattito politico svizzero sulla neutralità, con posizioni divergenti tra il partito di destra UDC e la sinistra sulla gestione delle sanzioni e dei controlli sulle esportazioni.