Segui i tuoi podcast preferiti, ascolta offline e in auto con CarPlay e Android Auto, e riprendi sempre da dove eri rimasto. Provala gratis.
A ottocento anni dalla morte di San Francesco, Milano celebra una delle figure più rivoluzionarie della storia spirituale, culturale e letteraria dell’Occidente con una serata speciale al Teatro Studio e un’intera giornata a Piazza Risorgimento.
Faccia a faccia con San FrancescoUn incontro di parole, poesia e musica che invita a riscoprire l’attualità del messaggio francescano, interrogandone la forza e la capacità di parlare al nostro presente.
Al centro della serata, una conversazione fra padre Guidalberto Bormolini e Davide Rondoni attraversa la vita, il pensiero e l’eredità di Francesco, a partire dalle grandi questioni che la sua esperienza continua a porre all’uomo contemporaneo: la differenza tra amare e possedere, il rapporto con la natura e con la morte, la letizia come possibilità di una vita fertile, la fraternità e il perdono. Un dialogo aperto che nelle parole e nei gesti del santo di Assisi cerca gli elementi di un confronto vivo con le inquietudini e le contraddizioni del nostro tempo. A intrecciarsi alla conversazione sono letture di scritti di Francesco e opere di autori che nel corso del Novecento hanno trovato nella sua figura una fonte d'ispirazione. Il percorso letterario muove da alcuni punti di partenza, il Cantico delle creature, il Testamento e la Lettera a un ministro, per accostare le parole del santo a quelle di poeti e scrittori come Gregory Corso e Gabriele d’Annunzio. Voci e sensibilità differenti, accomunate dal confronto con una figura che ha continuato ad attraversare la letteratura ben oltre il proprio tempo, riprendono corpo grazie all’interpretazione attoriale di Eleonora Giovanardi e Stefano Carenza. Insieme ai grandi autori del passato, trovano spazio due giovani poeti milanesi contemporanei, Imperatrice Bruno e Davide Romagnoli: attraverso la propria voce rendono omaggio a San Francesco, testimoniando la vitalità di un’eredità che ancora oggi è capace di generare nuove parole e nuove forme espressive. A completare il percorso, la musica dal vivo del violoncello di Marco Radaelli punteggia i diversi momenti della serata e crea un ulteriore spazio di ascolto e di riflessione. Santo, giullare, poeta di Dio e dell’uomo: Francesco torna così a interrogarci attraverso un incontro tra epoche, generazioni e linguaggi. A ottocento anni di distanza, oggi più che mai la sua voce risuona e invita a guardare il mondo con stupore, immaginando una diversa possibilità di vita.