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Perché lasciamo un lavoro anche quando ci pagano bene? Un aumento di stipendio dovrebbe bastare a trattenere una persona? Eppure, ogni giorno, professionisti competenti scelgono di lasciare organizzazioni che li pagano bene. E spesso la vera ragione non compare nella lettera di dimissioni. Perché andarsene è quasi sempre l’ultimo atto di una storia iniziata molto prima. Un’idea che non viene ascoltata. Una promessa che non viene mantenuta. La sensazione di non poter incidere. Il riconoscimento che manca. La crescita che non arriva. Fino al momento in cui una persona smette lentamente di investire una parte di sé nel luogo in cui lavora. In questo episodio de La porta di casa proviamo a guardare le dimissioni da una prospettiva diversa: non come il momento in cui qualcuno decide di lasciare, ma come il momento in cui diventa finalmente visibile una distanza costruita nel tempo. Perché il denaro conta, soprattutto quando non è sufficiente. Ma arriva un punto in cui non può comprare ciò che davvero trattiene le persone: fiducia, ascolto, riconoscimento, possibilità di incidere e coerenza tra ciò che un’organizzazione promette e ciò che realmente fa.Forse allora la domanda non è soltanto perché una persona se ne sia andata.
La domanda più importante è: quando abbiamo smesso di sapere davvero come stava?