Il rigore e la tenerezza del Testamento: riflessione su FF 123-126 Nelle battute finali della sua esistenza terrena, san Francesco d'Assisi alza i toni per difendere l'intuizione originaria della sua vocazione. Dinanzi al rischio che la fraternità si adagi su logiche mondane, il Poverello usa parole taglienti come spade. In questo episodio approfondiamo:
- Il divieto dei privilegi (FF 123): il comando perentorio di non ricorrere a dispense, protezioni papali o raccomandazioni burocratiche, smascherando il pretesto di chi usa le opere buone per costruirsi una posizione di comodità.
- Prigioniero nelle mani del guardiano (FF 124): il paradosso di un fondatore che si spoglia di ogni autorità per farsi servo, accettando di essere guidato da mediazioni umane fragili pur di restare fedele a Cristo.
- La preghiera dell'infermo (FF 125): la semplicità e la trasparenza di chi, pur malato e quasi cieco, non cerca sconti ma chiede solo la fedeltà alla liturgia della Chiesa.
- Custodire, non giudicare (FF 126): l'atteggiamento evangelico verso i fratelli che sbagliano o vacillano: farsi carico della loro fragilità senza condanne o mormorazioni.
Una meditazione esigente e liberante per riscoprire la bellezza di una vita spesa senza calcoli e senza difese.
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Ascolta, medita e scopri come trasformare ciò che hai ricevuto in una benedizione per gli altri.