I nostri sentimenti · 28 set 2026 · 32:37
Ascolta nell'app Podli 🎧
Segui i tuoi podcast preferiti, ascolta offline e in auto con CarPlay e Android Auto, e riprendi sempre da dove eri rimasto. Provala gratis.
Tolstoj, ne "La morte di Ivan Il'ič", racconta un uomo che muore circondato da familiari e conoscenti, e mai nella sua vita si è sentito più solo. È da qui che Luca Stanchieri chiude il capitolo dei sentimenti verso se stessi, affrontandone due tra i più dolorosi: la solitudine e l'impotenza.
La solitudine non si misura da fuori — non dal numero di amici o dall'avere o meno un partner. È un'esperienza interiore, la distanza tra il contatto che vorremmo e quello che abbiamo. Esiste una solitudine positiva, cercata: quella della creazione, della natura, della riflessione. E una negativa, subita, che nasce dai vissuti di rifiuto ed esclusione e genera tristezza, angoscia, a volte rancore. Ma anche la solitudine, sostiene Luca, in ultima istanza è una scelta — il che non significa colpevolizzare chi la prova, ma restituirle la possibilità di essere cambiata.
Al centro della puntata c'è l'impotenza appresa, il celebre costrutto di Martin Seligman: la convinzione, generalizzata da esperienze ripetute, che qualunque cosa si faccia nulla cambierà. Ma con un'anomalia decisiva — non tutti la sviluppano. E la differenza non sta nell'evento, sta in come lo si interpreta. Da qui l'intuizione centrale del coaching umanistico: quando una potenzialità viene repressa, la repressione genera dolore, finché quella potenzialità non viene liberata. Nel caso dell'impotenza è la proattività; nel caso della solitudine, la socialità.
La puntata si chiude tornando a Ivan Il'ič, e alla scoperta che rovescia tutto proprio nell'ultima ora.
Luca Stanchieri è psicologo, coach e fondatore della Scuola di Coaching Umanistico dal 2004.
Per saperne di più sulla Scuola: scuoladicoaching.it