Re, condottiero, sognatore. Gioacchino Murat fu il francese dal coraggio impetuoso che Napoleone scelse come sovrano di Napoli — e che Napoli amò come amò pochi dei suoi tanti re.
Riformò leggi, aprì strade, illuminò la città di arte e di cultura. Voleva trasformare Napoli in una capitale del Mediterraneo capace di rivaleggiare con Parigi e Vienna.
Ma il destino fu beffardo: tradito, catturato, condotto a Pizzo Calabro come un leone in gabbia. Le sue ultime parole, prima dell'esecuzione del 1815, furono per Napoli: "Non dimenticarmi."
Le strade ancora le sussurrano. Il mare le custodisce. Ogni pietra ne conosce l'eco. Gioacchino Murat non fu solo un re caduto: fu un'anima ribelle e luminosa che Napoli — fedele alle sue grandi storie d'amore impossibili — non ha mai dimenticato davvero. Narrato da Fabrizio Nardone.
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