"Chi non salta, comunista è". Lo dice il dj
Ludwig al
Nameless Festival, prima del drop. E su TikTok sono meme su meme contro i comunisti. In Spagna Vox conquista i giovani anche grazie a rapper popolarissimi:
El Jincho e
Angie Corine, che con "Viva el Comunismo" ha macinato milioni di stream ironizzando sugli stereotipi della sinistra. Sfottere i comunisti fa like, condivisioni e quindi soldi. Lo sa bene Welcome to Favelas, vicina all'entourage di Elon Musk. Stiamo assistendo al ritorno del maccartismo: il fenomeno che negli anni Cinquanta, in piena Guerra Fredda, prese il nome dal senatore
Joseph McCarthy. Bastava un'accusa per rovinarti. E colpì anche gli artisti: nel 1950 l'opuscolo Red Channels elencava 151 nomi, tra cui Pete Seeger, Leonard Bernstein, Lena Horne. Poi un'inversione di tendenza: Molfetta, terra di Caparezza, ha un nuovo sindaco di Rifondazione Comunista,
Manuel Minervini. Dai meme ai festival, dai rapper spagnoli alle elezioni locali, la parola "comunista" è tornata ovunque. Ma più che raccontare cosa sia il comunismo, serve a costruire paure e identità. Perché a volte le ideologie contano meno dell'algoritmo che le trasforma in bersaglio.
Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.
🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio
📩 Se la vuoi leggere la trovi
su Substack.📢
RSS per gli altri servizi audioIG:
@giovodust / @
musicaemondo_news