New York, primi anni Novanta: in uno scantinato una band hardcore punk suona un mantra in sanscrito. Sono Hare Krishna. Il collegamento nasce dalle regole: nel 1981 i Minor Threat inventano lo straight edge, sottoinsime dell'hardcore basato sull'astinenza da droghe e alcolici. Gli Hare Krishna, il movimento fondato a New York nel 1966 da un monaco bengalese, seguivano le stesse regole (ma per ragioni religiose). John Joseph dei Cro-Mags è il primo a passare dall'altra parte, poi Poly Styrene degli X-Ray Spex. Negli anni Novanta nascono gli Shelter e i 108, che pubblicano per l'etichetta Equal Vision gestita da devoti Krishna. Trent'anni dopo, guardiamo dove è finita quella stessa organizzazione. Agosto 2024, Bangladesh: cade la prima ministra Sheikh Hasina, iniziano le violenze contro la minoranza indù. Il volto delle proteste diventa il monaco Chinmoy Krishna Das. Arrestato a novembre per sedizione, i suoi seguaci scendono in piazza, un avvocato viene ucciso a colpi di machete fuori dal tribunale di Chittagong. La crisi diventa diplomatica: il ministero degli Esteri indiano interviene, nei cortei di Dacca risuona lo slogan del nazionalismo indù. In India, intanto, ISKCON, (la principale organizzazione Hare Krishna), ha oltre cinquecento templi, e a gennaio 2025 Modi in persona ne inaugura uno vicino Mumbai, il secondo più grande dell'Asia. Nel 1966 il movimento era fatto di ragazzi americani contro la guerra in Vietnam. Oggi è un soggetto politico a tutti gli effetti, con tutte le problematicità del caso .
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