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Radio. Le stazioni monodecade sono strategiche? Uno studio Media Progress analizza il fenomeno del reminiscence bump nella radiofonia

Newslinet Media Monitor · 4 giu 2026 · 8:06

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Una radio dedicata a una singola decade musicale può (ancora) avere un futuro commerciale?

Secondo uno studio della società di analisi strategica Media Progress, la risposta dipende meno dal repertorio e più dalla demografia del pubblico.

Applicando alla radio il principio del reminiscence bump, il fenomeno psicologico che lega le persone ai ricordi adolescenziali (ed in particolare la musica ascoltata tra i 10 e i 20 anni), la ricerca evidenzia come ogni formato monodecade incorpori una propria “scadenza demografica”.

Se le radio esclusivamente anni ’60 appaiono ormai destinate a una funzione prevalentemente culturale, quelle anni ’80 e soprattutto anni ’90 continuano invece a beneficiare di un equilibrio favorevole tra nostalgia, capacità di spesa e attrattività pubblicitaria.

Lo studio individua inoltre nei formati bidecade (es. 70-80 e soprattutto 80-90) la soluzione più efficace per contrastare l’erosione biologica dell’audience, fenomeno che porta progressivamente all’invecchiamento del bacino di ascolto.

Una riflessione che, secondo Media Progress, impone agli editori radiofonici di guardare oltre il semplice catalogo musicale e di considerare la memoria generazionale come una delle principali variabili strategiche per il futuro del medium.

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