In questa prima parte dell'episodio "Pensavo fosse amore, invece era un'IA", analizziamo come sia cambiato il nostro rapporto con il desiderio: dalle vecchie edicole con le tendine rosse agli algoritmi che ci dicono "ti amo". Esploriamo il confine sottile tra intrattenimento e dipendenza, partendo dalle visioni profetiche di David Foster Wallace fino ai mondi digitali di film come Her. Cosa succede quando l’oggetto del desiderio non è più umano, ma un chatbot che dice di amarti? Una riflessione necessaria su come la tecnologia stia eliminando ogni "attrito" sociale e controllo, trasformando l'intimità in un prodotto scalabile e sempre disponibile in tasca.
Se questa puntata ti è piaciuta, mettici 5 stelle su
spotify!
Se vuoi contattarci, scrivici su: breakfastclub@scuoladirobotica.it; per essere sempre aggiornato/a visita il nostro sito
cliccando qui, leggi le nostre
news, oppure seguici su: instagram
@scuoladirobotica o su facebook
@Scuola di RoboticaPer leggere la trascrizione di questa puntata
clicca qui.(le trascrizioni sono state create con intelligenza artificiale, potrebbero avere qualche errore)
Riferimenti e fonti dell’episodio:- Infinite Jest (Romanzo di David Foster Wallace, 1996)
- Her (Film di Spike Jonze, 2013)
- The End of the Tour (Film di James Ponsoldt, 2015)
- Love and Sex with Robots (Libro di David Levy, 2007)
- ICRA 2007 (International Conference on Robotics and Automation di Roma)
- Bruno Siciliano (Docente di robotica presso l'Università Federico II di Napoli)
- Foundation for Responsible Robotics (Rapporti del 2017 sui sex robot)
- Documenti del Parlamento Europeo 2019 (Sull'indifendibilità della tesi terapeutica delle tecnologie di sfogo)
Questo podcast è prodotto da Scuola di Robotica
Questo episodio include contenuti generati dall’IA.