Dalla prima pionieristica coreografia dei robot NAO fino alle produzioni musicali generate in serie e all'uso dei droni, l'episodio indaga il rapporto tra la spettacolarizzazione della tecnologia e il suo impatto reale. Perché siamo così affascinati da un umanoide che balla o che cade? Mentre nel digitale perdoniamo allucinazioni ed errori, nella realtà fisica pretendiamo macchine infallibili. Tra citazioni letterarie e riflessioni sulla creatività automatizzata, l'obiettivo diventa chiaro: usare la robotica non per creare oggetti di puro intrattenimento, ma per sollevare l'essere umano dai compiti monotoni e restituirgli spazio di significato e comprensione.
Per visitare il sito di Atlast labs,
clicca qui.Se questa puntata ti è piaciuta, mettici 5 stelle su
spotify!
Se vuoi contattarci, scrivici su: breakfastclub@scuoladirobotica.it; per essere sempre aggiornat* visita il nostro sito
cliccando qui, leggi le nostre
news, oppure seguici su: instagram
@scuoladirobotica o su facebook
@Scuola di RoboticaPer leggere la trascrizione di questa puntata
clicca qui.(le trascrizioni sono state create con intelligenza artificiale, potrebbero avere qualche errore)
Fonti e Riferimenti:- Evento robotica umanoide (Bologna): La prima esibizione con oltre venti robot NAO per mostrare il valore dell'errore e delle ripartenze.
- Nerin & Atlast Labs: Collettivo musicale citato per l'uso trasparente e in serie dell'IA generativa.
- Breakfast Club (S1E02): La puntata consigliata per approfondire l'algoritmo di Spotify e i dati d'ascolto.
- La pietra della follia (Libro, B. Labatut): Il saggio citato sulla dama del 1863, il concetto di "off book" e la perdita di comprensione umana.
Questo podcast è prodotto da Scuola di Robotica