Simone Domeniconi, poeta e artista, racconta il suo percorso iniziato da bambino con la poesia, per poi approdare alla pittura. Unisce poesia e arte visiva, con gli scacchi come elemento distintivo: ricostruisce partite reali legate al soggetto dell’opera. Nelle sue opere recenti introduce figure cyborg per riflettere sul rapporto tra creatività, tecnologia e fede. Apprezza il Premio Michelangelo perché coinvolge tutte le arti in un ambiente unico. Annuncia una mostra personale sul cinema a Lucca (Palazzo Guinigi, settembre). Le sue opere sono visibili su social e in gallerie a Pietrasanta, Prato e Torino.
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