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"A Kabul ci chiamavano pazze": imprenditoria e diritti, dall’Afghanistan all’AI con ARIANNA BRIGANTI

ICONICHE · 16 set 2026 · 56:22

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Arianna Briganti ha trascorso vent'anni nel mondo della cooperazione internazionale, in Etiopia, in Afghanistan, e in molti altri paesi che la maggior parte di noi conosce solo dai notiziari. È arrivata a questo lavoro quasi per caso, seguendo un sogno vago di "andare in Africa ad aiutare i bambini", e poi ha capito che il mondo era molto più complicato, e molto più bello, di quello che immaginava.In Afghanistan ha lavorato sull'imprenditoria femminile, ha fondato la sua ONG Nove, e nel 2021, dopo il ritorno dei talebani, ha coordinato l'evacuazione di più di 400 persone grazie a una filantropa che aveva trovato il suo numero su Google. Nel frattempo si è costruita una famiglia raccogliendola per strada: sua figlia Marta, adottata in Etiopia, e tre sorelle di adozione conosciute per caso ad Addis Abeba.In questo episodio Arianna ci parla di femminismo, non quello che conosciamo, ma quello silenzioso e sottile delle donne afghane, che combatte dall'interno, nelle scuole clandestine e nelle madrasse. E ci racconta perché l'intelligenza artificiale non è solo una questione tecnologica, ma un problema di diritti umani, soprattutto per le donne.In questo episodio parliamo di:
Risorse consigliate da Arianna:• • 📖 Elogio del margine di bell hooks, in conversazione con Maria Nadotti — un libro ricevuto in regalo da una "sorella" e poi adorato

Episodi: ICONICHE

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