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Mai più. Lo slogan della memoria della Shoah e la promessa del dopoguerra oggi suona capovolto: non mai più stermini, bensì mai più ebrei in Europa. “La vita ebraica in Germania non è più sicura”, ha detto il cancelliere Friedrich Merz all'indomani delle sconfitte della Cdu alle regionali, schiacciata dall'avanzata dell'ultradestra dell'Afd. Ma anche a Berlino, dove ha vinto la Linke di Elif Eralp, l'ambasciatore israeliano parla di minaccia esistenziale per la comunità ebraica. Gli episodi di antisemitismo in Germania sono passati da 2.480 nel 2022 a 8.725 nel 2025, e secondo la procura federale Hamas preparava attacchi contro siti ebraici a Berlino e Vienna per l'anniversario del 7 ottobre. Ma la Germania è solo l'ultimo caso: dalla Francia l'aliyah verso Israele è cresciuta di quasi la metà in un anno, nel Regno Unito le sinagoghe sono sotto attacco, in Italia gli episodi sono più che raddoppiati in tre anni. Ne parliamo con Giulio Meotti.
Abbiamo citato:
“Ebrei in pericolo”
“È iniziata la caccia agli ebrei”. Parla Bensoussan
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